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Giacomo Soffiantino è nato a Torino nel 1922.
E' stato allievo all'accademia Albertina, dal cui insegnamento ha tratto
il frutto di un'ampia e importante pratica di incisore, che lo ha portato
nel 1963 al riconoscimento del Premio Biella.
Dalla seconda metà degli anni '50 agli inizi degli anni '60 ha fatto
parte della Triade "informale" torinese, presentata a Milano e a Roma
da Carluccio e Pistoi e particolarmente apprezzata da Arcangeli.
Negli anni '80 e '90, ha goduto della particolare attenzione di G. Testori.
Ha partecipato alla Biennale di Venezia nel 1956, 1958, 1964, 1972;
alla Biennale di San Paolo del Brasile nel 1964 e alla Quadriennale di Roma
nel 1964 e nel 1973. Soffiantino con la sua opera valica i confini dello
spazio e del tempo, della vita e della morte, trasmettendo con le sue tele
"un'immagine complessa e ciclica del vivere come grandioso e inesorabile
intreccio di forme e forze organiche che si dissolvono per rigenerarsi in una
straordinaria imprevedibile varietà di soluzioni" (D. Palazzoli).
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