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Augusto Perez nasce a Messina nel 1929, ma fin da bambino si trasferisce
con la famiglia a Napoli, dove frequenta per qualche anno la Facoltà
di Architettura. Ben presto però la scultura assume un ruolo centrale nella
sua vita ed egli vi si dedica completamente a partire dagli anni '50.
E' stato definito un "hidalgo spagnolo" per la nobile figura, alta e slanciata,
oltre che per i gesti gentili, sotto i quali nascondeva una certa inquietudine.
Perez è stata senza dubbio uno delle figure principali nel panorama
della scultura contemporanea, avendo partecipato alle più importanti
mostre erassegne in Italia e all'estero, e avendo esposto più a volte
alla Biennale di Venezia con una serie di Mostre personali.
Uno dei soggetti centrali per questo artista è quello dell'ombra, sottolineato
persino dai titoli in alcuni dei suoi lavori più famosi (si pensi a "Crepuscolo",
"Notte" o alla serie delle "Meridiane").
Il trascorrere del tempo segnato dalla luce giustifica l'uso della tecnica,
a base di potenti chiaroscuri, attuata anche nei bellissimi disegni.
Tutta la sua poetica si può dire che aspiri ad un valore simbolico.
Ecco perché "l'importanza dell'opera di Perez potrà essere compresa
se si avvertirà quanto grandioso e disperato c'è nella sua
ostinazione a tenere saldamente congiunta la forza di rappresentazione
dell'immagine con una tagliente ed ossessiva tensione intellettuale"
(F. Simongini).Tale poetica, emersa peraltro fin dagli anni '60, viene oggi
registrata dalla critica più avanzata. Già alcuni anni orsono G. Testori,
a proposito dell'opera di Perez, parlava a buon diritto di scultura che
"sprofonda in sé stessa e traduce lo strazio del nostro essere uomini nello
strazio della bellezza". Muore a dicembre del 2000.
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